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Il nuovo altare
progettato per la Chiesa di Sonogno dallo scultore Pedro Pedrazzini
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L'artista

Pedro Pedrazzini, è scultore in bronzo e pietra, pittore e incisore. E' nato nel 1953 a Roveredo GR, nel 1976 è stato allievo di Remo Rossi a Locarno. Ha frequentato l'Accademia delle Belle Arti a Firenze (1976-1977) e l'Accademia di Brera a Milano (1977-1980).

Pedro Pedrazzini
Pedro Pedrazzini
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modellino in gesso
modellino in gesso
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Descrizione

L'opera, a forma di parallelepipedo di 120 cm di lunghezza, 100 cm di altezza e 90 di profondità, è costituita da un basamento in marmo, dello spessore di 5 cm su cui appoggiano le figure in bronzo del Cristo attorniato dai 12 apostoli, alte ciascuna 80 cm, 7 di queste occupano il lato frontale mentre le rimanenti si distribuiscono equamente lungo le facciate laterali.

Le aureole dei discepoli, visibilmente abbassate rispetto a quello inclinata verso l'alto del Cristo che da sola sembra sostenere la mensa costituita da una lastra in marmo di Peccia, spessa 15 cm, determinano delle aperture o delle feritoie da cui fuoriesce la luce intesa come segno tangibile del ruolo faro della Chiesa.

Riflessioni

In merito alla fruizione interpretativa dell'opera una prima considerazione va fatta a proposito dell'azzeccata scelta dei materiali; l'abbinamento marmo-bronzo contribuisce infatti a stemperare quel certo iniziale effetto di solidità determinato in larga misura dalla ieraticità medesima delle figure rendendo il tutto più abbordabile nel senso di una presenza sì marcatamente autorevole ma nel contempo umana e vivificante.

Figure plastiche, compatte e solidali disposte attorno al Redentore vero e proprio asse portante di una composizione simmetrica che ben traduce visivamente un tangibile senso di equilibrio, una compostezza del corpo che è in primo luogo segno inconfondibile e riflesso di un'integrità spirituale, di una devozione incondizionata verso il Maestro.

Figure-colonna, alla stregua di emblemi della fede in quanto testimoni di una Parola che sarà compito loro diffondere affinché l'esempio alto del Cristo diventi guida, viatico e speranza per l'uomo.

Figure avvolte in ampi mantelli quasi a sottolineare la dedizione totale alla meditazione interiore come presupposto per avviare un autentico e formativo dialogo con il prossimo.

Uno stare assieme, infine, fino a costituire una sorta di collettivo unito e compatto prima che arrivi il tempo della doverosa separazione in cui ciascun componente, forte dello spirito di fratellanza che lo lega alla presenza centrale del Pastore, abbandonerà i propri compagni per intraprendere individualmente quella missione a cui è stato predestinato.

Giugno 2006
Dario Bianchi

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