Ultimi restauri
Negli anni '30 del secolo scorso si pensò a più riprese di procedere ad un restauro della chiesa: c'erano danni dovuti all'umidità, le decorazioni erano sciupate, la chiesa era scura.
Promotore del restauro fu don Lino Stabarini, parroco di Sonogno. A lui si deve un lavoro di riordino dell'archivio parrocchiale, della stesura di note storiche dattiloscritte e della pubblicazione del Bollettino parrocchiale di Frasco e Sonogno.
Nel 1937 si decise di approvare i lavori, ma non prima della costituzione di un Beneficio Parrocchiale. La Commissione Diocesana diede la sua approvazione nel 1942: l'incarico fu affidato all'impresa Borradori di Gordola, ma gli operai, chiamati al servizio militare, dovettero sospendere più volte il lavoro.
- Vennero cancellate le tinteggiature multicolori delle pareti e le decorazioni in finto marmo.
- Nella tazza della cupola Cherubino Patà aveva disegnato la casa di Nazareth contornata da angeli che reggevano i simboli della Passione. Un loro restauro sarebbe stato troppo costoso, gli imbianchini coprirono tutto. Molti Sonognesi ricordano con rimpianto questi angioletti in volo.
- Si sistemò l'impianto elettrico, il battistero, i serramenti e vennero tolti numerosi quadri dall'altare della Madonna.
- Nel 1941 si riparò la cupola del campanile e nel 1943 si restaurò la facciata.
La chiesa, il campanile, la casa parrocchiale, il piccolo cimitero, la casa comunale (fino a pochi anni fa anche scuola), formano un armonioso nucleo, cuore della vita del villaggio.
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Gli anni di costruzione e degli ultimi restauri sono stati riportati sulla facciata della chiesa

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