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La nuova chiesa
La prima pietra venne posata con l'auspicio del vescovo di Como, Mons. Carlo Romano. La costruzione della nuova chiesa fu affidata all'architetto Antonio Ghezzi di Lamone. Il preventivo era di Fr. 19'588.17. Un costo così ridotto può essere compreso solo considerando il lavoro gratuito e il materiale avuto sul posto. La calce veniva portata dalla Val d'Efra e il legname era fornito dal Patriziato. Sonogno non avrebbe comunque potuto sostenere una simile spesa se non si fosse proceduto alla vendita di un bosco patriziale. Tale vendita fruttò Fr. 66'400.-, che vennero così distribuiti: per pagare i debiti comunali Fr. 16'000.- (casa comunale e cimitero), per pagare la chiesa Fr. 18'000.-, per fondare una cassa comunale Fr. 34'000.-, per una fontana comunale Fr. 2'000.- Questi accordi tra Patriziato, Comune e Parrocchia sono dovuti anche al momento storico: in quegli anni le leggi prevedevano l'incameramento dei beni religiosi. Il Municipio continuò ad amministrare i beni della Chiesa fino ai primi anni del 1900. I lavori furono deliberati ai fratelli Giovanni e Francesco Crivelli di Vacallo, residenti a Magadino, dove avevano pure costruito la chiesa. Come in tutti i lavori di carattere pubblico, tutti dovettero partecipare a "giornate comunali", tanto gli uomini quanto le donne (monete 2 per gli uomini e 1.5 per le donne), che vanno a legna per la chiesa e non si devono più accettare i bambini (verbale 24.04.1853).
La chiesa fu fatta grande e bella. In quegli anni i cittadini di Sonogno erano numerosi (334) e orgogliosi dell'indipendenza ottenuta con la separazione dalla parrocchia di Frasco, avvenuta nel 1735.
- Archivio Storico Ticinese, giugno/luglio 1959 - Prev. Guglielmo Buetti, NOTE STORICHE RELIGIOSE 1906 - Note varie da don Stabarini negli anni 1940 (dattiloscritte e pubblicate sui bollettini parrocchiali) - Aldo Lanini, CHERUBINO PATÀ, Armando Dadò 1992
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![]() facciata chiesa Sonogno |