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La costruzione del 1854
motivazioni, costi, osservazioni
Don Daldini mappa del sito

La nuova chiesa
Le ragioni che indussero i parrocchiani di Sonogno a distruggere la chiesa antica e edificarne una nuova sono notate nel verbale dell'assemblea comunale del 18 aprile 1852: la ristrettezza e il pericolo delle ossature della chiesa vecchia. Il verbale venne trascritto in atto pubblico in data 30 aprile 1852 e porta le seguenti decisioni:

  1. Si decide la ricostruzione della chiesa con capitali della chiesa stessa e dietro approvazione dell'autorità ecclesiastica.
  2. Non essendoci attualmente i capitali si farà un debito a carico della chiesa con ipoteca sui suoi beni.
  3. Il comune si obbliga ad amministrare il denaro.
  4. Finita l'opera, se ci sono spese che non si possono soddisfare, si impegna il Comune con i suoi beni.
  5. Per quest'opera si nominano due delegati: il parroco don G. Daldini e Benedetto Martella, con potere di raccogliere il denaro ipotecando i beni della chiesa, della confraternita e della Cappella di Sant'Antonio.

La prima pietra venne posata con l'auspicio del vescovo di Como, Mons. Carlo Romano. La costruzione della nuova chiesa fu affidata all'architetto Antonio Ghezzi di Lamone. Il preventivo era di Fr. 19'588.17. Un costo così ridotto può essere compreso solo considerando il lavoro gratuito e il materiale avuto sul posto. La calce veniva portata dalla Val d'Efra e il legname era fornito dal Patriziato. Sonogno non avrebbe comunque potuto sostenere una simile spesa se non si fosse proceduto alla vendita di un bosco patriziale. Tale vendita fruttò Fr. 66'400.-, che vennero così distribuiti: per pagare i debiti comunali Fr. 16'000.- (casa comunale e cimitero), per pagare la chiesa Fr. 18'000.-, per fondare una cassa comunale Fr. 34'000.-, per una fontana comunale Fr. 2'000.- Questi accordi tra Patriziato, Comune e Parrocchia sono dovuti anche al momento storico: in quegli anni le leggi prevedevano l'incameramento dei beni religiosi. Il Municipio continuò ad amministrare i beni della Chiesa fino ai primi anni del 1900. I lavori furono deliberati ai fratelli Giovanni e Francesco Crivelli di Vacallo, residenti a Magadino, dove avevano pure costruito la chiesa. Come in tutti i lavori di carattere pubblico, tutti dovettero partecipare a "giornate comunali", tanto gli uomini quanto le donne (monete 2 per gli uomini e 1.5 per le donne), che vanno a legna per la chiesa e non si devono più accettare i bambini (verbale 24.04.1853).

  • Durante i lavori la messa veniva celebrata nella casa comunale.
  • Le pitture vennero affidate a Cherubino Patà (assemblea 7.3.1854).
  • Successivamente il pittore Giovanni Samuele Meletta dipinse i misteri del Rosario e forse altre pitture nelle nicchie. Secondo Don Aldo Lanini Sant'Anna sarebbe stata dipinta dal pittore onsernonese nel 1887.
  • I banchi e il coro in noce furono fatti da Giuseppe Sonognini nel 1858.
  • La benedizione avvenne il 13 di agosto 1854.
  • La consacrazione solenne fu fatta da Mons. Molo il 10 maggio 1893 (D. Stabarini-3).

La chiesa fu fatta grande e bella. In quegli anni i cittadini di Sonogno erano numerosi (334) e orgogliosi dell'indipendenza ottenuta con la separazione dalla parrocchia di Frasco, avvenuta nel 1735.

Negli anni seguenti il villaggio dovette purtroppo far fronte a grandi problemi dovuti all'emigrazione verso l'Australia e l'America, a ingenti spese per la costruzione della strada carrozzabile e a catastrofi naturali aggravate dal disboscamento selvaggio dei primi anni dell'800.

fonti:
- Archivio Storico Ticinese, giugno/luglio 1959
- Prev. Guglielmo Buetti, NOTE STORICHE RELIGIOSE 1906
- Note varie da don Stabarini negli anni 1940
    (dattiloscritte e pubblicate sui bollettini parrocchiali)
- Aldo Lanini, CHERUBINO PATÀ, Armando Dadò 1992

< la chiesa antica
Don Daldini >
Cherubino Patà >
storia recente (1930-1940) >
facciata
facciata chiesa Sonogno
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